SULL'IMPLEMENTAZIONE DEL PIANO PAESAGGISTICO TOSCANO
INTERROGAZIONE AI MINISTRI PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E INNOVAZIONE PER I RAPPORTI CON LE REGIONI E PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI Premesso che: • nell'estate del 2006, il noto intellettuale Asor Rosa si espresse con una denuncia sul quotidiano 'La Repubblica' per segnalare alla pubblica opinione l'edificazione di un nuovo insediamento abitativo a ridosso delle mura del borgo medioevale di Monticchiello (SI), sito in un' area dichiarata patrimonio universale dell'Unesco, definendo il progetto un 'eco-mostro'; • il 'caso' Monticchiello, che suscitò un amplissimo dibattito a tutti i livelli politici ed istituzionali, divenne immediatamente l'emblema di una vasta campagna contro la cementificazione della Toscana; • tale discussione influì sostanzialmente sulla predisposizione e sul percorso di formazione del Piano di Indirizzo Territoriale con valore di Piano Paesaggistico, adottato dalla Regione Toscana nel 2009, tanto che, in sede di presentazione di tale strumento, l'assessore regionale all'urbanistica e programmazione territoriale, Riccardo Conti, si preoccupò di precisare che 'con il PIT casi come quello di Monticchiello non saranno più possibili'; • a pochi mesi dall'adozione del piano, in occasione della 'Giornata di studi sul monitoraggio del PIT', tenutasi in data 18/12/2009, l'assessore regionale Conti ha, improvvisamente e pubblicamente, espresso l'opportunità di rivedere il PIT prima della sua definitiva approvazione perché giudicato 'troppo prescrittivo'; • a tal fine, l'assessorato toscano ha quindi immediatamente promosso due specifici incontri pensati per 'definire l'anima paesaggistica del PIT', ossia : gli 'Stati Generali del Paesaggio' in programma il 18 febbraio 2010 a Firenze, ed un 'town meeting' sullo stato del paesaggio previsto per l'8 febbraio 2010 sempre a Firenze; • sul piano formale, a quanto risulta all'interrogante, l'assessore Conti avrebbe addirittura predisposto un incarico di 30 mila euro per la revisione del Piano Paesaggistico del PIT destinato ad un architetto esterno all'amministrazione regionale, ed intrapreso un piano di smantellamento della struttura della giunta regionale fin qui incaricata della redazione del Piano Paesaggistico, al fine di far confluire il personale e le competenze in altra struttura organizzativa; considerato che : • il Piano Paesaggistico, contenuto nel Piano di Indirizzo Territoriale adottato dalla Regione Toscana, che lo stesso promotore Conti vorrebbe ridisegnare prima della sua definitiva approvazione, risulta già uno strumento di politica territoriale scarsamente prescrittivo che se ulteriormente depotenziato risulterebbe del tutto inadatto ad evitare il ripetersi dello sviluppo di progetti simili a quello di Monticchiello; • la struttura regionale che ha redatto lo strumento paesaggistico, che si vorrebbe ridisegnare mediante il conferimento di un incarico esterno di 30mila euro ad un architetto esterno alla pubblica amministrazione, può già contare su di un ufficio tecnico a pieno organico di una decina di architetti; tutto ciò premesso e considerato, si chiede ai Ministri in indirizzo : • se non ritengono, nell'esclusivo interesse di un'efficace tutela del paesaggio, così come prescritto dal DLGS 22.01.2004 n. 42 e successive modifiche e dall’intesa tra Ministero per i beni e le attività culturali e la Regione Toscana del 23.01.07, di verificare presso l'assessorato di cui sopra quali siano gli effettivi intendimenti della Regione Toscana in termini di tutela e programmazione territoriale; • se ritengono che la predisposizione da parte dell'assessorato toscano all'urbanistica e programmazione territoriale di un incarico per la modifica dello strumento paesaggistico regionale ad un professionista esterno all'ente regionale - passibile di danno erariale nei confronti della Pubblica Amministrazione - sia pienamente conforme alle restrizioni introdotte in materia di incarichi professionali esterni alle amministrazioni pubbliche dal “Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria”, convertito nella Legge 6 agosto 2008, n.133. Sen. Pietro Paolo Amato